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Linea aerea – Febbraio 2017

Avevamo già descritto la realizzazione del portale della linea secondaria qui. La parte di paesaggio che copre l’elicoidale di sinistra è parzialmente completata nella sua orografia. Procediamo quindi con l’installazione della linea aerea.

Dopo aver assemblato i pali LS, la cui costruzione trovate documentata qui, proviamo il corretto posizionamento degli stessi per garantire la giusta posizione del conduttore rispetto ai pantografi. La curva è stretta e i pali sono molto vicini uno all’altro.

Posizionamento Pali LS
Posizionamento Pali LS

Trovata la giusta posizione si procede con la verniciatura e l’installazione definitiva. I plinti sono realizzati in stampa 3D con PLA.

Montaggio Pali LS
Montaggio Pali LS

Installiamo quindi il posto di regolazione automatica che ci consentirà di tendere la catenaria.

Posto di regolazione automatica
Posto di regolazione automatica

Stendiamo quindi il filo in bronzo fosforoso fra il P.R.A. e l’arganello di raccolta sotto plancia. Quindi procediamo alla saldatura dei tiranti di poligonazione, della fune portante e dei pendini.

Saldatura catenaria
Saldatura catenaria

Terminata la saldatura si procede con la verniciatura della catenaria, utilizzando una tonalità di verde scurissimo.

Verniciatura della catenaria
Verniciatura della catenaria

Il punto di ancoraggio, all’interno della galleria, è realizzato sempre mediante una meccanica per chitarre e una molla di compensazione. La giusta inclinazione permette un preciso e graduale ingaggio del pantografo che, ricordiamo, rimarrà libero nei tratti nascosti del plastico.

Punto di ancoraggio regolabile
Punto di ancoraggio regolabile

L’inclinazione in curva del mezzo è compensata dalla inclinazione della catenaria. Tutto è pronto per il test.

Prova di contatto con pantografi alzati
Prova di contatto con pantografi alzati

Il breve video qui sotto è il test effettivo della linea aerea.

Il passaggio a livello – Dicembre 2016

Era un po’ che ci pensavamo… Il passaggio a livello AKA Models da noi progettato stava impazientemente aspettando di essere collocato nella sua posizione naturale sul plastico, quindi ci rimbocchiamo le maniche e iniziamo i lavori. Giovanni si dimostrerà un valido aiuto fin dalle prime fasi.


Il passaggio a livello andrà installato più o meno al centro dell’elicoidale sinistro, laddove la strada attraverserà la linea secondaria in curva. La sede del binario non è completa e allora si inizia con la tracciatura della curva sul multistrato. Il nostro  “Mega” compasso auto-costruito si rivelerà pratico e utile.

Sede del binario
Sede del binario

Dopo la tracciatura procediamo con il taglio, operazione, che per ovvi motivi, non esegue Giovanni.

Taglio multistrato
Taglio multistrato

Dopo aver posizionato la sede del binario provvediamo a tracciare la sagoma del sughero fonoassorbente. Taglieremo i bordi a 45° in modo da agevolare la successiva posa della massicciata.

Applicazione sughero fonoassorbente
Applicazione sughero fonoassorbente

Fissiamo ora il supporto da 5 mm per la sopraelevazione esterna della curva. Giovanni usa il martello e io ci metto le dita!

Sopraelevazione curva
Sopraelevazione curva

La curva è posizionata al suo posto. La parte terminale è pronta per essere collegata ad un futuro ampliamento.

Installazione binario
Installazione binario

E’ arrivato il momento di realizzare la prima sede stradale. Utilizziamo il forex da 4 mm. Questo materiale, preventivamente trattato con carta abrasiva, simula l’effetto asfalto in maniera sorprendente.

Sede stradale
Sede stradale

Giovanni esegue la carteggiatura del forex creando un effetto a dorso d’asino che renderà la sede stradale ancor più realistica. Nella base abbiamo già lasciato lo spazio per l’inserimento della cassa del passaggio a livello.

Carteggiatura sede stradale
Carteggiatura sede stradale

Verniciamo quindi la sede stradale con aerografo. La segnaletica orizzontale è sempre un punto dolente per i plasticisti. Noi utilizziamo nastro Tamiya e… tanta pazienza.

Asfalto e segnaletica orizzontale
Asfalto e segnaletica orizzontale

Dopo aver fissato i sostegni necessari, incolliamo la sede al suo posto e inseriamo la cassa di manovra del passaggio a livello.

Posizionamento sede stradale
Posizionamento sede stradale

Prima di procedere con l’installazione della sede stradale al di là del passaggio a livello dobbiamo necessariamente posizionare la sede del binario della futura linea superiore. Tagliamo e incolliamo i vari pezzi e li fissiamo al telaio.

Sede binario linea superiore
Sede binario linea superiore

Disegniamo, tagliamo e incolliamo la sede stradale. Questa è sempre realizzata in forex da 4 mm, con spessore aumentato a 10 mm nelle curve, in modo da simulare la pendenza parabolica. La sede, in salita rispetto al punto zero,  è fissata alla base (complanare in seguito con il plastico) su sostegni sagomati. Il tutto diventa una struttura a sé stante più agevole da manovrare e rifinire.

Sede stradale dopo il P.L.
Sede stradale dopo il P.L.

La verniciatura è eseguita ancora una volta con aerografo. La tormentata segnaletica orizzontale viene eseguita ancora con mascherature e pennello. Alla fine il tutto è pronto per accogliere la seconda cassa del passaggio a livello ed essere posizionato sul plastico, previa predisposizione dei supporti fissati al telaio.

Verniciatura sede e segnaletica orizzontale
Verniciatura sede e segnaletica orizzontale

Qui sotto un dettaglio della finitura. La carteggiatura a grana media, la successiva verniciatura e grattatura del materiale garantiscono un notevole effetto.

Dettaglio asfalto
Dettaglio asfalto

É giunto il momento di posizionare tutti gli elementi della confezione AKA Models , che consta di:

– 2 casse motore, complete di segnalatore Ricciardi, da inserire sugli
  appositi fori, realizzati grazie alla dima fornita. Tali casse si collegheranno al controller con cavi (forniti) RJ14.
– 2 sbarre da infilare nelle staffe
– 2 forcelle
– 2 semafori stradali da collegare ai morsetti esposti nella parte inferiore delle casse
– Doppia segnaletica stradale di avviso

Passaggio a livello AKA Models
Passaggio a livello AKA Models

Posizioniamo quasi tutto sul nostro nuovo modello, lasciamo solo la segnaletica di avviso a pannelli che installeremo più avanti.

Installazione passaggio a livello
Installazione passaggio a livello

Ed ecco il nostro passaggio a livello, funzionante, in opera sul plastico. Da segnalare che il controller AKA è previsto sia per il funzionamento in analogico che per quello in DCC. Dispone inoltre di numerosi parametri di settaggio, anche se l’unica che vogliamo modificare è quella della velocità di movimento delle sbarre, diminuendola un po’. Il settaggio dei parametri avviene tramite due pulsanti sul controller; seguendo le istruzioni qualsiasi modifica risulta banale.

Installazione passaggio a livello
Installazione passaggio a livello

Il breve video qui sotto dimostra il funzionamento del passaggio a livello AKA Models.

Linea aerea – Febbraio 2016

Ci siamo… c’è spazio voglia e tempo per continuare l’installazione della linea aerea in stazione.
Si ricomincia dal binario 1°, quello più lontano dal punto di lavoro, in modo che quanto si realizza non sia di intralcio alle lavorazioni successive. Qui elenchiamo didatticamente le varie fasi, in parte già descritte qui per i pali e qui per i portali.

Questo tratto di linea A.T. prevede l’utilizzo di pali M29B , oltre ai portali già installati, due dei quali dovranno essere dotati di regolazioni automatiche. Iniziamo quindi l’assemblaggio dei pali con tubi di ottone di diametri decrescenti: 3, 2.5, 1.5 (quest’ultimo è un tondino).
Dati gli spessori dei tubi gli stessi devono essere alesati per infilarli l’uno dentro l’altro.

Assemblaggio pali M29
Assemblaggio pali M29

Montiamo tutti i pali e iniziamo a saldare tutti i componenti: le varie staffe e i particolari sono ricavate da fotoincisione da 0.3 e 0.2 mm, così come tutti i particolari dei dispositivi di regolazione automatica. I tiranti e le “zampe di ragno” sono realizzati con acciaio ramato (Sommerfeldt) da 0.4 mm, i bracci di poligonazione con profilo quadrato di ottone 1 x 1 mm, le viti di fissaggio dei pali con barra in ottone da 1,5 mm saldate alla prima sezione del palo, gli isolatori (in esatta scala) sono realizzati in resina da prototipazione 3D.

Assemblaggio pali M29
Assemblaggio pali M29

La riduzione in scala degli enti di regolazione non è stata semplice ma, dopo le prove di funzionamento che trovate qui, si procede spediti. Grande importanza meccanica hanno le carrucole; queste infatti dovranno sostenere e contenere il filo in nylon di spessore 0.25 mm che servirà al tensionamento delle funi. ricordiamo che il sistema di linea aerea che si vuole riprodurre e quello comunemente denominato “1970”, con entrambe le funi in tensione. Non avendo trovato nulla di commerciale, abbiamo realizzato anche le carrucole in fotoincisione da 0.2 mm. Per ospitare il filo di nylon queste sono composte da 4 parti, due esterne di diametro più grande e due interne di diametro più piccolo. Ogni parte ha un foro centrale; infiliamo il tutto in un microtubo di ottone con diametro esterno 0.6 e diametro interno 0.4. Posizioniamo i pezzi e saldiamo. Le saldature devono poi essere ripulite e limate.

Tensionatori
Tensionatori

I pali sono ora pronti per la verniciatura. I particolari mobili non saranno verniciati, ma bruniti.

Pali assemblati
Pali assemblati

Mascheriamo le parti che non devono essere verniciate ed applichiamo una mano di fondo Tamiya grigio. La verniciatura finale è ottenuta con vernice effetto alluminio ad aerografo. Rimosse le mascherature i pali saranno adeguatamente “stagionati” con prodotti specifici per weathering.

Verniciatura pali
Verniciatura pali

La nostra linea A.T. dovrebbe essere tesa e funzionante. Per rendere possibile ciò, dopo vari tentativi, ecco l’idea illuminante, arrivata per caso cercando di accordare un’arpa celtica. Cosa di più semplice ed efficace di meccaniche per chitarra. Queste hanno implicitamente posizione bloccata, grazie alla coppia ingranaggio/vite senza fine, sono robuste e di facile applicazione. Reperiamo sulla “Baia” le meccaniche a basso costo (sono dichiarate Fender…mah…), realizziamo in stampa 3D dei telai e il gioco è fatto.

Argani di tensionamento
Argani di tensionamento

Ogni posto di regolazione automatica avrà un tenditore doppio (per le funi) e uno singolo (per il tirante a terra del palo). i pali di ancoraggio fisso avranno solo il tenditore singolo. L’installazione sotto-plancia è semplice, una volta praticati i fori per i cavi tensionamento e per il tirante di strallo.
Calcolata la giusta inclinazione si traguarda la posizione centrale con un filo di acciaio armonico passante (dalla sommità del palo al rinvio del tenditore). La parte finale del tirante e quella avvolta nella meccanica sono bronzo fosforoso da 0.2 mm…si…lo stesso utilizzato per le corde di chitarra, quale migliore accoppiata quindi!
Inseriamo una molla di compensazione e mettiamo in parziale tensione in attesa della catenaria.

Installazione argani di tensionamento
Installazione argani di tensionamento

Posizioniamo tutti gli pseudo-argani singoli per il tatto di linea interessato. Gli argani doppi li posizioneremo insieme alla fune di contatto e alla fune portante. In figura un palo pronto per ricevere la sua catenaria.

Installazione argani di tensionamento
Installazione argani di tensionamento

Iniziamo l’installazione di tutti i pali. Pratichiamo i fori passanti, inseriamo il blocco di fondazione e livelliamo il palo inserendo, se serve, lamelle di ottone da 0.3 mm per compensare l’eventuale inclinazione.

Installazione pali M29
Installazione pali M29


I plinti di fondazione per i pali di regolazione devono essere forati per permettere il passaggio del filo di nylon fino a tenditori sotto plancia. Foriamo blocco e base e inseriamo nei fori dei tubi di ottone che faciliteranno il passaggio dei fili.

Installazione pali M29
Installazione pali M29

Installiamo quindi il palo collegando il tirante e le parti mobili ai tenditori. L’operazione è un po’ complicata perché il filo di nylon tende ad uscire dalle carrucole, ma con un po’ di pazienza riusciamo a tendere il tutto.

Installazione posto di regolazione automatica
Installazione posto di regolazione automatica

E’ giunto il momento di posizionare le funi. Queste saranno interrotte in corrispondenza della giunzione dei pannelli; sfruttiamo la cosa per saldare le funi partendo dai lati opposti per ricongiungerci al centro. A lavoro terminato tendiamo la fune di contatto. Posizioniamo alla stessa maniera la fune portante, avendo cura di lasciarla poco tesa. Questa infatti dovrà arcuarsi in corrispondenza di ogni campata.

Tenditura funi di contatto e portanti
Tenditura funi di contatto e portanti

Posizionate le funi non rimane che saldare i pendini. L’operazione è lunga e noiosa, ma non complicata. Alla fine un velo di vernice scura esalterà la finezza della nostra catenaria. Il nostro Caimano esegue il test, durante il quale abbiamo modo di correggere le piccole imperfezioni. Il test conferma la bontà dei nostri calcoli per l’allineamento della catenaria.

Saldatura pendini e test finale
Saldatura pendini e test finale

Il breve video qui sotto dimostra il funzionamento del sistema…via coi pantografi in presa…come al vero!!

Modifiche al tracciato – Gennaio 2016

Era da qualche tempo che ci si stava pensando…. Il tracciato così come delineato e realizzato permette l’accesso alla futura linea solo dal primo binario di stazione. Sarebbe sufficiente una semplice modifica per rendere possibile l’accesso da tutti i binari, modifica che, fra l’altro, permetterebbe anche una inversione di marcia dai binari di transito tramite la racchetta posta accanto alla rampa di salita alla nuova linea.

Tracciato prima della modifica
Tracciato prima della modifica

Come evidenziato dallo schema, per permettere l’instradamento verso la linea superiore (in azzurro) e verso la radice sinistra della racchetta superiore (in celeste) dai binari 2,3 e 4 della stazione è sufficiente creare una bretella dalla curva in uscita dalla stazione verso la rampa di salita.

Qui sotto la bretella è evidenziata in rosso.

Tracciato dopo la modifica
Tracciato dopo la modifica


Nell’immagine qui sotto il settore su cui intervenire. Bisogna creare una bretella fra la linea principale, in basso nella foto, e la linea secondaria. I raggi di curvature non sono preoccupanti e l’intervento dovrebbe essere agevole, almeno sulla carta.

Zona dell'intervento
Zona dell’intervento

I deviatoi scelti (si fa per dire, li avevamo da tempo e per tutt’altri motivi) sono due Tillig  curvi, il cui angolo di deviata sembra proprio fare al caso nostro. E anche se l’angolo non fosse proprio preciso possiamo sfruttare la loro elasticità.

Deviatoi Tillig
Deviatoi Tillig


Prepariamo uno spezzone di binario flessibile e posizioniamo il tutto per provare se le geometrie corrispondono. In effetti troviamo una corrispondenza fra i raggi di curvatura esistenti e gli angoli di deviata dei Tillig ; pochi adattamenti saranno necessari.

Verifica geometrie
Verifica geometrie

I deviatoi candidati, come del resto anche altre marche propongono, hanno  gli aghi connessi al cuore tramite lamelle, intendendo la polarizzazione derivata dal contatto degli aghi con le rotaie. Questa soluzione non ci piace e non ci è mai piaciuta. Avere entrambi gli aghi con la stessa polarità può dar luogo a corto circuiti indesiderati, vista la vicinanza di questi con la rotaia di polarità opposta. Separiamo quindi il cuore dagli aghi tagliando le lamelle e colleghiamo gli aghi alle rispettive rotaie. Il cuore sarà polarizzato direttamente dal motore… e questo lo vedremo fra poco.

Polarizzazione aghi
Polarizzazione aghi

Tagliare e rimuovere rotaie dopo averle sistemate da qualche anno ci mette un po’ di apprensione, ma il lavoro va fatto. Come dicono i saggi, 50 misure e un taglio…

Taglio binari
Taglio binari

Le misure risultano precise. Fissiamo deviatoi e bretella, ripristiniamo le connessioni elettriche in corrispondenza delle rotaie isolate dalle scarpette in plastica e verifichiamo il tutto con un multimetro. Il lavoro sembra fatto a regola d’arte.

Saldatura deviatoi
Saldatura deviatoi

Per la motorizzazione dei deviatoi optiamo per la soluzione progettata per AKA Models. Il kit AKA Quad Point Motor comprende tutto il necessario per motorizzare 4 deviatoi. Il controller ‘anfibio’ lavora sia in analogico che in digitale. A noi interessa la seconda soluzione, quindi le connessioni da fare sono veramente poche: due fili per l’alimentazione e due fili prelevati dal booster DCC. I motori, contenuti in scatole plastiche, si collegano al controller mediante cavi (forniti) recanti spine RJ14 a 6 poli. Gli stessi motori espongono un connettore a vite a cui collegare il filo di polarizzazione dei cuori.

Motori AKA Models
Motori AKA Models

Dicevamo prima che l’intervento sembrava essere agevole, ma purtroppo le traverse mobili dei deviatoi risultano posizionate in corrispondenza dei montanti del modulo…Non potevamo essere più precisi…Non c’è effettivamente spazio per un montaggio sotto-plancia, ma poco male; è sufficiente rimuovere i perni di azionamento dei motori (ad incastro sul glifo del servo lineare), fissare lateralmente le scatole (i deviatoi non saranno visibili) e connettere la traversa mobile e il glifo del servo con una asticella di acciaio tagliata a misura.

Posizionamento laterale dei motori
Posizionamento laterale dei motori


Ripetiamo l’operazione per il secondo servo e colleghiamo i fili di polarizzazione del cuore ai morsetti.

Posizionamento laterale dei motori
Posizionamento laterale dei motori


Per completare l’operazione non rimane che sostituire il motore Peco nel deviatoio che collega la bretella da un lato alla rampa della costruenda linea e dall’altro alla racchetta di inversione. Il kit AKA fornisce un apposito adattatore da avvitare alla scatole. E’ sufficiente rimuovere il motore Peco e installare quello AKA.

Sostituzione motore Peco
Sostituzione motore Peco


Il montaggio è banale; si inseriscono i perni dell’adattatore nelle asole del deviatoio, si ruotano leggermente le parti che affiorano e il motore è fissato al deviatoio.

Sostituzione motore Peco
Sostituzione motore Peco

Colleghiamo tutti i motori al controller con i cavi in dotazione; un lavoro pulito, semplice e soprattutto rapido.

Collegamento elettrico motori
Collegamento elettrico motori

Non rimane che programmare l’indirizzo primario per il funzionamento in DCC. Il controller AKA offre tre diverse modalità di impostazione; noi scegliamo quella tradizionale, impostiamo il primo indirizzo e gli altri tre saranno sequenziali. Per la programmazione e sufficiente portarsi sulla funzione desiderate, nel nostro caso la n° 2, pigiando il tasto di programmazione, quindi due volte; teniamo premuto per due secondi e il led di controllo inizia a lampeggiare. Impostiamo l’indirizzo sulla centrale come da norme NMRA e il led si spegne. Il controller è programmato. La velocità di spostamento degli aghi di default è abbastanza rapida, preferiamo lasciarla così, i deviatoi non sono a vista e la rapidità di esecuzione ci garantisce più sicurezza con gli itinerari di Traincontroller . Dobbiamo lavorare un po’ sulla corsa, che risulta troppo ampia. Non è una operazione difficile: si scegli prima quale motore programmare, agendo sul tasto 1 (selettore dei motori). Il led di controllo lampeggia da 1 a 4 volte, a seconda del motore selezionato, quindi ci portiamo sulla funzione 8, la attiviamo tenendo premuto il pulsante per due secondi. Ad ogni pressione sul pulsante si diminuisce la corsa. Il controller ci offre tre possibilità, quella intermedia è perfetta per la nostra installazione.
Il lavoro è terminato e possiamo ora definire nuovi itinerari per i nostri treni.

Collegamento elettrico motori
Collegamento elettrico motori

Abbiamo riassunto l’operazione descritta in un breve video, in modo da mostrare anche il funzionamento dei motori e il successo del lavoro…i treni continuano a girare senza deragliamenti!!

Nuovi motori per deviatoi – Maggio 2015

In attesa di completare la linea aerea della stazione, operazione che richiede tempo e pazienza, approfittiamo di qualche ora libera per installare i motori per deviatoi di AKA Models.
Questi prodotti da noi progettati sono disponibili in tre fattori forma, adattabili a tutte le esigenze. Tutti sono forniti di proprio decoder DCC e sono anche pilotabili in analogico con normali pulsanti. Espongono anche una connessione per la polarizzazione dei cuori e hanno diversi parametri configurabili sia attraverso il pulsante on board che via DCC. In più offrono la possibilità di collegare due led che indicano lo stato del deviatoio, da posizionare in un eventuale sinottico.

La sostituzione dei motori Peco presenti alle radici della stazione nascosta era in programma da tempo. Troppo rumorosi e troppo avidi di corrente questi in confronto ai più efficienti servo. Attrezzi alla mano sfiliamo le bobine per installare i motori AKA , già provvisti di adattatore standard.

Motori Peco
Motori Peco

Il motore AKA si presenta così. Una scatoletta gialla dalle dimensioni contenute rispetto ad analoghi prodotti, ma completo di tutte le funzionalità. Rispetto agli altri espone due diversi modi di collegamento:
1) a saldare o tramite connettore standard passo 2 mm
2) tramite cavo LAN su standard RJ45
Sceglieremo per motivi di praticità l’opzione RJ45.

Motore AKA Models
Motore AKA Models

Lo standard AKA su RJ45 mette a disposizione una scatola di collegamento per quattro motori. La AKA Junction BOX espone connettori ad avvitare ai quali collegare alimentazione, segnale DCC e led e pulsanti per un sinottico analogico. Noi utilizzeremo solo gli ingressi di alimentazione e di segnale DCC. Come si vede dalla foto l’installazione è decisamente più pulita e semplice delle schede Almrose precedentemente installate. E’ sufficiente infatti collegare due coppie di fili e utilizzare normali cavi LAN per connettere i motori.

Sostituzione decoder Almrose
Sostituzione decoder Almrose

La sostituzione dei motori PECO è abbastanza agevole. Considerando l’esiguo e residuo spazio in altezza per uno dei deviatoi, utilizziamo un AKA Point Motor diverso. Questo si compone non più di una sola scatola, ma di due differenti contenitori: uno, di dimensioni ridotte, che ospita il servo e ha un adattatore standard PECO , e l’ altro che ospita la scheda elettronica e la connessione RJ45. Per la sostituzione è sufficiente infilare l’adattatore nelle sedi del deviatoio.

Installazione motore AKA Models
Installazione motore AKA Models

Inserite le lamelle nelle asole del deviatoio PECO  è sufficiente ruotare leggermente la parte eccedente per rendere il motore solidale con il deviatoio. Colleghiamo il motore alla Junction Box, alimentiamo l’impianto e ci prepariamo all’impostazione dell’indirizzo DCC. L’operazione è banale: si preme una volta il pulsante a lato della scatola; questo lampeggerà una volta. Si preme lo stesso un po’ più a lungo e il led comincerà a lampeggiare velocemente. Il dispositivo è pronto per ricevere il canonico comando accessori DCC sull’indirizzo scelto da centrale. Non c’è bisogno di configurare altri parametri nel nostro caso; velocità e corsa del motore vanno bene come impostati dalla fabbrica.

Installazione motore AKA Models
Installazione motore AKA Models


Ora passiamo alla sostituzione dei motori Roco della radice destra della stazione nascosta. La situazione così come si presenta è decisamente poco elegante. Provvediamo a togliere la scheda Almrose e  i motori Roco laterali.

Sostituzione decoder Almrose
Sostituzione decoder Almrose

Per installare i motori sotto plancia è necessario praticare un’ asola in corrispondenza della traversa mobile. Prendiamo le misure e fresiamo la base da sotto. Immobilizziamo gli aghi del deviatoio al centro dello stesso. Il motore AKA , al momento della prima connessione si posiziona automaticamente al centro. Infiliamo il perno nel foro della traversa mobile e fissiamo la scatola con due viti. In questo caso l’adattatore PECO non è, ovviamente, necessario. L’installazione e il posizionamento sarebbero più agevoli con la dima fornita nella confezione, ma nel nostro caso non ci sono gli spazi in altezza per praticare i fori di invito.

Installazione motori AKA Models
Installazione motori AKA Models


Ed ecco l’installazione completa sotto plancia. I motori sono facilmente amovibili, i cavi robusti. Il tutto è più ordinato e gradevole. Dopo l’installazione la configurazione di alcuni parametri può essere eseguita direttamente da DCC, ma anche in questo caso non vi è necessità di intervenire. Prossimamente tutti i motori della parte nascosta del plastico saranno sostituiti.

Installazione motori AKA Models
Installazione motori AKA Models

Linea aerea – Febbraio 2015

Siamo giunti alle “dolenti note” del fermodellismo, la realizzazione che affligge da sempre il plasticista… la Linea Aerea!
E si, l’installazione della linea aerea oltre ad essere una operazione complessa, è anche scomoda e delicata. Soprattutto poi se si adottano delle scelte azzardate, come, ad esempio, renderla funzionante!
E questo è proprio il nostro caso, non ci vogliamo far mancare niente. La nostra linea AT sarà tesata e funzionante.
Ma facciamo un passo indietro e vediamo cosa serve per completare questa opera; abbiamo già pubblicato due video aventi come oggetto la realizzazione dei portali a traliccio tipo MEC (vedi i video). Infatti la stazione sarà dotata di 7 portali, oltre che di un discreto numero di pali tipo Mannesmann. La tesatura delle funi è stata già testata con discreto successo qui; rimane da vedere la sua applicazione su lunghezze considerevoli, ma siamo abbastanza fiduciosi.

Stendere una linea aerea funzionante significa calcolare distanze, posizionare pali, portali, punti di regolazione. Significa anche progettare prendendo esempio dalla realtà, usando spazi di aria in luogo di scavalcamenti, prevedere sezionamenti, calcolare il numero di sospensioni per ogni mensola, tenere conto della poligonazione. E’ quindi necessario riportare al CAD il disegno del tracciato e su questo inserire le singole linee di alimentazione. L’intreccio che ne risulta è più una traccia da seguire che un progetto vero e proprio. In fase esecutiva bisognerà tenere conto delle forze esercitate sulle funi, sui tiranti di poligonazione, sui tenditori e molto altro. Sarà quindi probabile qualche adattamento sulla posizione e il numero dei pali, nonché sulla posizione e numero delle sospensioni per palo.

Progetto linea AT stazione
Progetto linea AT stazione

Dopo aver realizzato i portali, per la cui tecnica di costruzione vi rimandiamo ai video, pratichiamo i fori per l’inserimento dei pali e posizioniamo provvisoriamente i portali.
Il progetto ne prevede 7 a distanza di 40 cm l’uno dall’altro.

Verifichiamo le altezze, le geometrie e  la solidità dopo il serraggio dei dadi sotto plancia. I plinti di base sono realizzati in resina da master in silicone.

Posizionamento travi MEC
Posizionamento travi MEC

Il montaggio della catenaria avverrà in loco. Per agevolare il lavoro è conveniente iniziare la posa dal primo binario per scendere via via fino al quarto binario. Decidiamo quindi di approntare i pali necessari al montaggio del primo tratto di catenaria, cioè quella che va dalla galleria destra della radice sinistra (guardando il plastico dal lato del 4° binario) della stazione, al primo punto di regolazione automatica installato sul portale n° 2 (da sinistra verso destra, sempre lato 4° binario).
Abbiamo a disposizione le necessarie fotoincisioni, i profili in ottone e gli isolatori. Il tipo di palo scelto è un M29B , composto da 3 sezioni, il cui diametro in scala risulta essere, per approssimazione con i profili esistenti in commercio, rispettivamente 3 , 2,5 e 1,5 mm.
Saldiamo le 3 sezioni, applichiamo e saldiamo la fascia a punte e pratichiamo sul palo il foro per la mensola. Inseriamo quindi la staffa di supporto e saldiamo staffa e mensola al palo, quindi saldiamo sulla mensola e sulla parte terminale del palo le staffe di supporto dei tiranti palo-mensola.

Pali 1° binario
Pali 1° binario

Prepariamo i tiranti palo-mensola e li saldiamo alle staffe. Prepariamo anche i pezzi necessari alla realizzazione della sospensione. Questa è composta da 7 parti:
  1) staffa di sostegno del braccio di poligonazione
  2) staffa di sostegno dell’isolatore superiore
  3) perno dell’isolatore superiore
  4) braccio di poligonazione
  5)isolatore dei tiranti
  6) raccordo di poligonazione
  7) tiranti di poligonazione
I particolari 1), 2), 6) sono in fotoincisione, il particolare 4) è ricavato da un profilo di ottone 1,0 x 1,0 mm, sul quale ad una estremità pratichiamo un foro da 0,3 mm per il fissaggio del gruppo isolatore, raccordo e tiranti di poligonazione. Il braccio viene poi piegato a misura ed inserito nella sua staffa. Quanto preparato, unitamente alla staffa 2), viene saldato sulla mensola. Prepariamo quindi il gruppo isolatore, raccordo e tiranti di poligonazione e lo fissiamo al braccio. Saldiamo il perno 3) alla staffa 2) ed inseriamo l’isolatore.

Dettaglio mensola
Dettaglio mensola

Prepariamo i pali necessari alla installazione del primo tratto di catenaria. Questi sono sia del tipo M29B che del tipo M26, quest’ultimo con diametro di sezioni 2,5, 2 e 1,5 mm. Verniciamo il tutto con acrilico argento ed eseguiamo un deciso weathering della parte superiore con prodotti AMMO MIG specifici per il modellismo statico. Il risultato è a nostro giudizio molto buono.

Pali 1° binario
Pali 1° binario

Soddisfatti dei risultati ottenuti, decidiamo di esagerare e di preparare delle decals riproducenti le marcature dei pali. Utilizzando carta decals trasparente per ink-jet ricoperta dopo la stampa con vernice trasparente opaca riusciamo ad ottenere un prodotto dignitoso.

Decals marcatura pali
Decals marcatura pali

L’applicazione di queste decals “casalinghe” sul palo M26 non è certamente agevole, ma alla fine l’effetto è notevole…se fotografato! Ad occhio nudo è quasi impossibile vedere il dettaglio.

Decals marcatura pali
Decals marcatura pali

Anche se non interessa il tratto di catenaria che andremo ad installare, decidiamo di provare il montaggio di un palo M29B a doppia mensola. Questo tipo di installazione non è infrequente sulle reti di R.F.I; uno degli scopi della doppia mensola e ripartire il carico delle funi portanti su mensole molto lunghe. Vista la larghezza da coprire e le forze in gioco, ben maggiori se rapportate a quelle reali, la doppia mensola è proprio quello che ci serve. E già che ci siamo sfruttiamo il palo per installare un posto di regolazione automatica.

Palo M29B a doppia mensola
Palo M29B a doppia mensola

Prima di iniziare la posa della catenaria e necessario installare tutto ciò che risulterebbe difficile dopo. Non c’è rimasto molto, a parte l’illuminazione delle banchine, per le quali adottiamo lampioni a cetra AKA Models da noi progettati. Questi sono in tutto ottone, tranne il corpo lampada ed il diffusore trasparente, in plastica.

Cetre AKA Models
Cetre AKA Models
Installazione cetre
Installazione cetre

La distanza fra i lampioni al vero varia da un minimo di 16/17 metri ad un massimo di 20. Scegliamo una misura metrica in scala e piazziamo, laddove possibile, i lampioni a 20 cm l’uno dall’ altro. I calcoli ci dicono che complessivamente ci vorranno 20 cetre. Il colore dei led è diverso da come appare in foto, è infatti molto più bianco, mentre la diffusione della luce è ottimale.

Installazione cetre
Installazione cetre

E siamo giunti al momento topico, la posa del primo tratto di catenaria. Rammentiamo che questa sarà tesata fra due punti, come al vero.
Utilizziamo filo di bronzo fosforoso da 0,2 mm, il quale ha una resistenza incredibile al tensionamento (viene normalmente utilizzato per le corde di chitarra) e una grande facilità di saldatura. Tendiamo quindi il filo di contatto dal punto fisso all’interno della galleria fino al punto di regolazione automatica, per il funzionamento del quale vi rimandiamo a questo video, pretensioniamo e saldiamo il filo di contatto ai tiranti di poligonazione.

Punto di regolazione automatica
Punto di regolazione automatica


Stendiamo quindi la fune portante, molto più lenta del filo di contatto, per evitare che lo stesso si inarchi una volta collegato alla fune con i pendini. Quindi saldiamo i pendini. Come si vede dall’immagine il filo di contatto quasi non risente della spinta del pantografo, nonostante il diametro sia veramente ridotto, solo di 0,05 mm più grande in scala del filo reale.

La finezza della realizzazione è ben evidente.
Siamo solo al primo passo, e di strada ce n’è molta da fare. Vedremo se i nostri calcoli saranno giusti anche per gli scavalcamenti e gli spazi d’aria. Ci prepariamo per posare la catenaria del primo binario di stazione.

Stesura funi catenaria
Stesura funi catenaria
Dettaglio catenaria
Dettaglio catenaria

Il paesaggio – Settembre 2014

Prima di procedere con l’installazione della linea AT, è opportuno completare quelle opere negli spazi difficilmente accessibili dopo la tesatura della catenaria.

Iniziamo dal lato binari e applichiamo i rilievi di completamento in polistirolo ad alta densità, preventivamente sagomato.

Rilievi di completamento
Rilievi di completamento

Fissiamo i vari profili con colla vinilica, risagomando all’occorrenza con le mani, sfruttando l’elasticità del materiale.

Rilievi di completamento
Rilievi di completamento

Proseguiamo con l’applicazione dei rilievi nel lato opposto ai fabbricati.

Rilievi di completamento
Rilievi di completamento

I rilievi sono ora completi ed armonizzati con gli altri livelli. Attendiamo il tiraggio della colla vinilica.

Rilievi di completamento
Rilievi di completamento

Stucchiamo il tutto con una miscela di gesso e colori acrilici. La tonalità inizialmente molto scura tenderà a schiarire notevolmente.

Gesso colorato
Gesso colorato

Rifiniamo la stuccatura e la colorazione.

Colorazione stuccatura
Colorazione stuccatura

Procediamo quindi con la piantumazione dell’erba. Utilizziamo fibre da 13 mm, 6 mm e 3 mm posizionate con la nostra “pistola elettrostatica autocostruita”.

Piantumazione erba
Piantumazione erba

Procediamo con la piantumazione lato strada. Il collante utilizzato e comune colla vinilica senza diluizione.

Piantumazione erba
Piantumazione erba

Posizioniamo ora il sottobosco composto da cespugli di vario colore e piccoli arbusti.

Sottobosco
Sottobosco

A sinistra della zona piantiamo nuovi alberi auto-costruiti con filo di rame e fogliame Busch in turf.

Alberi
Alberi

Terminiamo quindi la piantumazione lato binari. In questa zona abbiamo immaginato una vegetazione incolta ed abbondante.

Vegetazione lato binari
Vegetazione lato binari

Anche nei pressi del binario di ricovero la vegetazione è alta.

Vegetazione lato binari
Vegetazione lato binari

Dopo aver installato l’illuminazione stradale  AKA Models , da noi progettata, testiamo l’effetto finale. Veramente un bello scenario notturno.

Effetto notte con illuminazione
Effetto notte con illuminazione

I lampioni installati sono di 3 tipi:
Stradale moderno: ottima finezza del palo e preciso dettaglio del corpo illuminante con il classico color arancio.
Lampione a boccia: bel dettaglio della base ed ottima resa della sfera opalescente.
Lampione a cono: dimensioni veramente minuscole.

Lampioni stradali
Lampioni stradali

Questa è una visione d’insieme dal lato opposto a quella precedente.

Vista notturna stazione
Vista notturna stazione


Il nostro semaforo, realizzato molto tempo addietro, non reggeva più il confronto con il dettaglio dei nuovi particolari ed accessori. Decidiamo di sostituirlo con quello progettato per AKA Models, notevolmente più in scala.

Il livello di dettaglio è notevole, considerando le dimensioni strettamente rispettose della scala. Il semaforo dispone di tre led 0402 veramente minuscoli, ma dalla tonalità ed intensità veramente “azzeccata”.

Semaforo stradale
Semaforo stradale

Qui sotto un video del funzionamento con il circuito di test.
La scheda di controllo con tecnologia Microchip prevede le seguenti funzionalità:
a) pilotaggio di una o due coppie di semafori sincronizzati
b) regolazione della intensità dei singoli fuochi
c) modalità test
d) modalità italiana (senza giallo tra rosso e verde)
e) modalità europea (con giallo tra rosso e verde)
f) modalità notturna con giallo lampeggiante

La scheda espone tre pulsanti di selezione/programmazione ed uscite supplementari per la connessione a tastiera esterna (*opzionale)

Linea aerea – Maggio 2014

Poco tempo da dedicare al plastico in questi mesi. Quel poco che abbiamo avuto a disposizione lo abbiamo dedicato alla linea aerea.


Dopo la realizzazione dei travi MEC, dei quali trovate tutorial qui, realizziamo le sospensioni complete e le uniamo  ai travi dotati di pali M di sostegno.

Travi MEC
Travi MEC

Tutta la struttura è verniciata con aerografo e acrilico grigio cenere FS, per essere successivamente posizionata sul plastico. Il montaggio  delle sospensioni richiede una certa cura, soprattutto per realizzare una giusta poligonazione fra i portali. Tutto il manufatto è in ottone ed alpacca ad esclusione degli isolatori, realizzati in plastica da prototipazione.

Travi MEC
Travi MEC

Il posizionamento è  eseguito sulla base di disegno quotato. Da questo risulta che uno dei pali M di un portale servirà ad ancorare un tratto di catenaria. Stiamo valutando la possibilità di rendere funzionante la nostra linea aerea, da qui la decisione di realizzare un ormeggio doppio, in linea con l’epoca di ambientazione e realmente ‘regolabile’.

Posto di regolazione automatica
Posto di regolazione automatica


Realizziamo quindi disegno e lastra di alpacca in fotoincisione recante tutti i pezzi necessari all’assemblaggio dell’ormeggio.

Fotoincisione pezzi del palo
Fotoincisione pezzi del palo

Questo tipo di ormeggio, oltre ad essere doppio, è decisamente più complesso di quello adottato precedentemente sulle linee ferroviarie italiane. La parte più complessa e la realizzazione delle carrucole (5 pezzi saldati), una delle quali scorre su apposite guide. Anche i contrappesi sono mobili, ma preferiamo saldarli al loro supporto, in quanto ininfluenti per la tesatura.

Particolare ormeggio
Particolare ormeggio

A questo punto si rende necessario testare il funzionamento dell’ ormeggio. Fissiamo temporaneamente il palo ad un base e lo forniamo di fune di strallo. Colleghiamo le parti mobili con un filo di bronzo fosforoso ad un punto fisso e utilizziamo del filo in nylon da 0,25 per realizzare la fune di tesatura. Tale filo scorrerà all’interno dei contrappesi e verrà tesato sotto plancia. La prova, come si evince dal video qui sotto, da esiti positivi, la forza applicata è notevole ed il tutto regge lo sforzo.

Illuminazione e edifici – Febbraio 2014

Uno dei problemi che affliggono maggiormente i plastici di discrete dimensioni è la polvere che si accumula negli anni, rendendo il tutto opaco e poco verosimile. La soluzione migliore sarebbe inscatolare tutto il plastico, operazione abbastanza complessa e di costo decisamente elevato.

Nell’ approcciare il problema si è pensato di creare una copertura che impedisca alla polvere di cadere dal soffitto e che permetta da un lato di posizionare coperture rimovibili (tendine), dall’altro inglobi anche il sistema di illuminazione.

Grazie al gentile omaggio di Mario (un amico n.d.r.) mettiamo le mani su il giusto numero di pannelli in fibra minerale e relativi supporti. Andiamo quindi a assemblare una struttura di supporto con montanti e guide per cartongesso, realizzando di fatto una contro-soffittatura che segue il perimetro del plastico.

Controsoffittatura
Controsoffittatura

Nella controsoffittatura installiamo 5 tubi neon da 36 Watt, la cui luce viene diffusa attraverso pannelli semitrasparenti realizzati con ‘polionda’ neutro. Per mascherare lo spazio fra soffitto e bordo inferiore della struttura utilizziamo invece ‘polionda’ nero.
Tre ulteriori tubi neon illuminano il plastico frontalmente, portando la potenza installata a 280 Watt. Lo spazio fra il plastico e la parete permetterà in futuro la realizzazione di un fondale a debita distanza dal piano ed illuminabile dall’alto. L’effetto complessivo dovrebbe fornire la giusta profondità al tutto.

Controsoffittatura
Controsoffittatura

È arrivato il momento di unire il modello realizzato qui con gli altri precedentemente creati(vedi qui). L’allineamento è quasi perfetto, qualche lieve fessura può essere mascherata senza problemi.

Unione modelli
Unione modelli

Prepariamo quindi fuori sede il piano stradale che ospiterà il gruppo di edifici, in maniera da rendere più agevole il posizionamento dei particolari che arricchiranno questo scorcio di plastico.

Piano stradale
Piano stradale

Dopo la verniciatura incolliamo sul piano gli edifici e ci apprestiamo a collocare i vari particolari, quali tombini in fotoincisione, marciapiedi, strada bianca, ecc.

Unione dei modelli al piano
Unione dei modelli al piano

Il dosso artificiale con attraversamento pedonale incorporato è realizzato con texture Redutex su di una base pre-sagomata di plasticard, ad imitazione del rilievo.

Dosso artificiale
Dosso artificiale

E proprio per l’attraversamento pedonale pensiamo di costruire una coppia di segnali provvisti di lampeggiatore. le dimensioni, 7 mm x 1,2 mm x 1 mm, sono piccole, ma non impossibili.

Led per segnale lampeggiante
Led per segnale lampeggiante


Prepariamo una basetta di vetronite assottigliata sulla quale saldiamo due led SMD in serie e due sottilissimi fili di rame smaltato.

Led per segnale lampeggiante
Led per segnale lampeggiante


Prepariamo il braccio ed il palo di sostegno per i due segnali, uno dei quali andrà posizionato sul muro perimetrale di uno degli edifici.

Braccio segnale lampeggiante
Braccio segnale lampeggiante

Incolliamo il braccio ed il palo ai relativi segnalatori, fissando il rame con ciano-acrilato al palo stesso.

Braccio segnale lampeggiante
Braccio segnale lampeggiante

Applichiamo le tabelle stampante su carta fotografica e verniciamo il tutto.

Segnali attraversamento stradale
Segnali attraversamento stradale

Posizioniamo quindi provvisoriamente il gruppo sul plastico. Questa è la vista dell’insieme.

Prova posizionamento
Prova posizionamento

Una ambientazione tipicamente italiana non può tralasciare quei dettagli, purtroppo tipici del nostro paese, che possono fare la differenza.

Avendo a disposizione due cassonetti (non bellissimi in verità) in resina, decidiamo di creare lo spazio ‘nettezza urbana’. Costruiamo alcuni bustoni e delle scatole con ciarpame vario. Sporchiamo quindi il tutto con ritagli di carta e polveri fissati con spray trasparente opaco. All'”isola ecologica” mancano ancora i contenitori per la raccolta differenziata, ma  presto saranno a disposizione dei cittadini.

Dettagli - spazzatura
Dettagli – spazzatura
Dettagli - spazzatura
Dettagli – spazzatura

Qui a lato il dettaglio del segnalatore lampeggiante dell’attraversamento pedonale. Il lampeggio è stato reso possibile da un mini-decoder accessori opportunamente configurato.

Segnalatore lampeggiante
Segnalatore lampeggiante

Questo è uno scorcio della strada fotografato da una ipotetica autovettura.

Scorcio dalla strada
Scorcio dalla strada

Il primo edificio realizzato necessitava di adeguata recinzione di protezione. A seguito di una infruttuosa ricerca online di un rete standard, quelle in plastica, decidiamo per la fotoincisione casalinga. Il lavoro ci prende un po’ la mano e decidiamo di costruire anche una coppia di segnalatori (della cui realizzazione manca, purtroppo, documentazione). Un sottile anello di ottone ricavato da un profilo tondo passante, un led rosso puntiforme ed un blocchetto di plastica ed i segnalatori sono pronti.

Segnalatore lavori
Segnalatore lavori

A questo punto, affinché il cantiere sia a norma è necessario applicare le corrette tabelle di prescrizione.

Tabelle prescrizione
Tabelle prescrizione

Un altro scorcio della strada, questa volta dal lato opposto.

Scorcio dalla strada
Scorcio dalla strada

A fianco dei fabbricati predisponiamo un parcheggio per i residenti.

Parcheggio
Parcheggio


In questa visione notturna si possono apprezzare sia i segnalatori dell’ attraversamento pedonale che quelli di cantiere. Gli edifici abitabili sono illuminati internamente ed esternamente. Manca ancora l’illuminazione stradale, ma il materiale per la realizzazione dei lampioni è già in viaggio.

Visione notturna
Visione notturna

I segnali bassi – Gennaio 2014

Non esistevano in commercio, o per lo meno, quelle che esistono non ci soddisfano quanto alle dimensioni in scala. Allora abbiamo pensato di realizzarli da zero.

Di cosa parliamo… ebbene dei segnali bassi a 3 luci, ormai presenti in tutti gli scali in cui sia necessario effettuare delle manovre, essenzialmente parliamo di questi…

Segnale basso scala 1/1
Segnale basso scala 1/1

Dopo qualche sopralluogo laddove questi segnali esistono, riusciamo a ricavare le misure in scala.

Disegno quotato scala H0
Disegno quotato scala H0

Dalle misure alla realizzazione il passo non è stato breve. Il segnale si compone di un PCB minuscolo che ospita 3 led e una resistenza di carico. La circuitazione permette di accendere i led a coppie e di simulare il segnale a via impedita (2 luci orizzontali) e a via libera per movimento di manovra (2 luci verticali). Il segnale viene pilotato da apposito decoder DCC invocato dal software TrainController.
La conchiglia si compone di due parti in stampa 3D ad alta definizione, per la quale abbiamo utilizzato un service. Il PCB si inserisce fra le due parti della conchiglia. Le dimensioni sono in perfetta scala.

Segnale basso scala 1/87
Segnale basso scala 1/87

Segniamo le posizioni per l’installazione, che occorrerà per tutti i binari di stazione, compresi quelli dello scalo nell’intersezione con il primo binario e quelli di ingresso alla stazione, nonché tutti i tronchini.

Installazione segnali
Installazione segnali
Installazione segnali
Installazione segnali

Ed ecco i segnali installati, collegati e funzionanti. Essi saranno attivi sia per le manovre che per le partenze, accordandosi ai segnali alti principali, che prima o poi installeremo.

Segnali alla radice sinistra della stazione
Segnali alla radice sinistra della stazione
Segnali alla radice destra della stazione
Segnali alla radice destra della stazione