La messa a punto del sistema, sia dal punto di vista dell’Hardware con la installazione di ulteriori moduli di controllo DCC, sia da quello del software con una programmazione di orario più cadenzata e realistica, ha sottratto tempo alla realizzazione del paesaggio. In questi ultimi tempi abbiamo trovato spazio e creatività per completare alcune parti.
Da tempo la sezione sinistra del primo modulo, la più datata, necessitava di una sistemazione più in linea con il resto del paesaggio. Abbiamo quindi sostituito gli alberi realizzati con teloxis con altri in filo intrecciato e fogliame Silhouette ed abbiamo anche ‘riseminato’ il tappetto erboso con una tinta un po’ più primaverile.
Alberi sopra il portale
In prossimità della chiesetta, ora ultimata, quattro olivi secolari hanno trovato dimora. Questi sono l’estrema propaggine di un oliveto che proseguirà sopra l’elicoidale, dove molto presumibilmente piazzeremo una cascina. Gli stessi sono stati realizzati con veri rametti scavati sui quali sono stati incollati rami in filo intrecciato.
Ulivi
Anche la vegetazione sulla scarpata in prossimità del portale della galleria è stata sostituita con arbusti Polak , nuovi cespugli ed alberi.
Vegetazione scarpata portale
Sopra il portale è stata installata la rete di protezione di produzione Linea Model , con pali di sostegno inspessiti con profilato plastico.
Rete di protezione portale
La strada che adduce alla chiesetta ed in futuro attraverserà la linea secondaria con un passaggio a livello ha ricevuto, per modo di dire, una bitumatura, i segnali sono stati quasi tutti piazzati, come pure i paracarri ed i guard-rail.
Strada
Il tipo di asfalto riprodotto cerca di rappresentare una strada piuttosto mal ridotta, con recenti interventi sulle buche ed evidenti segni del tempo. Il lavoro in questa zona è quasi concluso. Il prossimo step è l’allestimento della festa della ‘Madonna del Roseto’, con luminarie, tavoli, barbecue da sagra e ‘sagraioli’ in festa.
Tornanti
La stazione di S’Anna, pur se secondaria e di modeste dimensioni, essendo punto di intersezione fra due linee, ha un traffico locale abbastanza sostenuto. Il primo binario è spesso occupato da convogli locali o storici o da treni cantiere in manovra da e verso lo scalo. L’attraversamento a raso dei binari non è quindi realisticamente possibile. Abbiamo perciò deciso di installare una coppia di sottopassaggi sui marciapiedi 2 e 3.
Sottopassaggi stazione
Costruiti in forex e plasticard, questi hanno scale realistiche che scendono di qualche centimetro, illuminazione interna e mancorrenti. Le vetrate sono in acetato sul quale abbiamo incollato sottili profili in plasticard ad imitazione dei telai.
Sottopassaggi stazione
E veniamo alla parte più impegnativa, la piattaforma da 9,5 mt al vero. Questo modello è frutto di svariate ore di studio e lavoro, ma purtroppo la documentazione fotografica della realizzazione è andata perduta. In sintesi abbiamo progettato al CAD le varie parti e abbiamo poi realizzato la tina in forex, il ponte in stampa 3D ad alta definizione e fotoincisione di ottone per il piano di calpestio.
Piattaforma girevole
Azionata da un motore passo-passo pilotato da dedicata scheda DCC, questa compie una rotazione di 180° in un verso e nel verso opposto al ritorno ed è pilotabile come un comune deviatoio da qualunque centrale. L’elettronica fornisce la possibilità di memorizzare le posizioni, assegnare un indirizzo, e muovere manualmente il ponte tramite tre pulsanti.
Piattaforma girevole
Per completare l’ambientazione abbiamo immaginato che la piattaforma sia attualmente adibita alla giratura di una GR880 al traino di piccoli convogli storici, per la quale abbiamo creato un piano di carico rialzato (con beneficio e soddisfazione dell’addetto Preiser) ed un piccolo piazzale per il deposito scorie.
Piano caricatore
Questo video illustra la manovra di composizione della locomotiva suddetta sul 1° binario di stazione, con giratura della loco interamente gestito da Traincontroller in modalità sequenziale. La manovra infatti si compone di diversi momenti richiamati dall’orario, ognuno dei quali ha diversi step. Buona visione!
Abbiamo già descritto qui la realizzazione del piazzale della stazione fuori opera. In questo articolo ne descriviamo il posizionamento definitivo e la realizzazione del piazzale ferroviario, con banchine e massicciata e qualche modifica di tracciato.
Anche le banchine devono essere realizzate fuori opera, questo per permetterne una verniciatura accurata. Per la realizzazione delle stesse usiamo una fresatrice a 3 assi per realizzare i supporti laterali, le centine di assemblaggio e piano di calpestio.
Fiancate e telaio banchina
I pezzi, che hanno una lunghezza di 30 cm ed una larghezza variabile da 3 a 10 cm, grazie alle centine sezionabili, possono essere assemblati per realizzare banchine della lunghezza e forma voluta, quindi anche curve o smussate.
Assemblaggio telaio
L’assemblaggio è relativamente semplice. Si incollano i bordi con l’imitazione dei blocchi sui relativi supporti, avendo cura di sfalsare i pezzi in caso si stiano realizzando banchine più lunghe di 30 cm. Gli incassi per le centine servono anche da guida.
Assemblaggio telaio
Calcoliamo con il calibro l’esatta larghezza che dovrà avere la banchina, tagliamo a misura le centine e fissiamo il tutto. La struttura è sufficientemente rigida, ma anche elastica, in modo da assumere anche forme curve.
Assemblaggio telaio
Tagliamo a misura il piano di calpestio e lo incolliamo sulla struttura precedentemente assemblata. Le centine hanno un leggero dorso che ci permette di ottenere una schiena d’asino. Le discese per gli attraversamenti a raso sono realizzate limando i bordi. Dopo la consueta stuccatura e applicazione dei tombini, passiamo alla verniciatura con aerografo e al weathering con polveri.
Piano di calpestio
Passiamo all’incollaggio dei marciapiedi realizzati, fissando con punte di ciano-acrilato gli stessi alla base. Una volta stesa ed incollata la massicciata questi diventeranno un corpo unico con la base.
Posa in opera
Alle volte, in fase di progettazione, non ci si rende conto dell’esistenza di spazi inutilizzati che possono invece tornare molto utili. E’ il caso dello spazio all’interno dell’elicoidale più ampio del plastico. Dopo una analisi ed una misurazione dello spazio, ci siamo resi conto che esistevano i presupposti per creare un anello di ritorno ed addirittura tre tronchini per il ricovero di convogli di piccola lunghezza.
Nuova stazione nascosta
Il raggio di curvatura del tracciato è fortunatamente identico a quello del deviatoio Peco da installare, sia per l’anello di ritorno che per l’accesso ai tronchini. Due ulteriori deviatoi ci permettono di ricoverare, quindi, i nostri convogli reversibili, quali l’ETR234, il Minuetto, l’Ale803 ed il TEE Breda. Alla movimentazione, come al solito, provvede il software, che smista nella stazione nascosta i vari convogli per farli riapparire nei tratti a vista con buon realismo.
Nuova stazione nascosta
Il cappio di ritorno al momento ci torna utile per ricoverare ed invertire la marcia del convoglio di pulizia. L’inversione di polarità del cappio è automatica e gestita da una scheda apposita collegata a 2 sensori per ogni senso di marcia. Questo tipo di approccio è ben diverso e decisamente meno invasivo di quello basato sulla rilevazione istantanea del corto-circuito.
Cappio di ritorno
Iniziamo la costruzione del gruppo di edifici che popoleranno la parte del plastico prospiciente la stazione. Il progetto prevede tre edifici uniti su di un lato, diversi architettonicamente fra di loro. Per la realizzazione ci avvaliamo di foto reali e di una buona progettazione al CAD 3D.
Costruzione edifici
Si parte dal primo; un edificio fatiscente (anche al vero) sul quale è appena iniziata un’opera di ristrutturazione pesante. Utilizziamo al solito forex da 3mm e plasticard di vari spessori, incidendo dove serve con incisore elettrico Valex e punteruoli vari.
Edificio in ristrutturazione
I travi del tetto sono realizzati in veri listelli di noce lavorati con cutter ed invecchiati con acrilici e polveri.
Edificio in ristrutturazione
Mancando del tutto la copertura del tetto, per la quale abbiamo immaginato un crollo parziale ed uno smantellamento successivo, dobbiamo realizzare anche gli ambienti interni, i calcinacci, i resti degli impianti idraulici ed il pavimento, per il quale una semplice stampa su carta è stata sufficiente.
Edificio in ristrutturazione
Creiamo quindi la gru edile su disegni (scarsamente quotati) Potain , interamente con plasticard e qualche piccola fotoincisione adattata.
Dettaglio gru
Passiamo alla realizzazione del secondo edificio con gli stessi materiali del primo. Si tratta di un cielo-terra a pianta trapezoidale, sempre ripreso da foto reale.
Edificio terra-cielo
Il tetto è realizzato con lastre Noch tipo redutex, verniciate ed invecchiate.
Dettaglio tetto
Le persiane sono realizzate con il classico metodo delle fascette, arricchite da profili in plasticard, mentre gli infissi sono in plasticard da 0,4 mm e profili a mezzo toro Evergreen . La piccola veranda è realizzata con acciaio ramato Sommerfeldt da 0.3 mm e acetato inciso. Applichiamo anche i fermascuri, il citofono e la cassetta della posta, quest’ultimi stampati su cartoncino fotografico ed inspessiti con plasticard.
Dettaglio serramenti
La sommità dell’edificio presenta un piccolo terrazzino sul quale abbiamo poggiato uno stendibiancheria di acciaio ramato con annesso bucato steso. Applichiamo quindi camino, antenna, parabola e relativo cavo volante.
Terrazzino
Stiamo ora progettando il terzo edificio per completare l’opera. Quest’ultimo è abbastanza complesso e forse, per il taglio dei pezzi ricorreremo alla fresatrice.
Lato posteriore
Veniamo ora all’ambientazione. Pubblichiamo lo stato di avanzamento nonostante manchino ancora numerosi dettagli ed una sufficiente patinatura. Installiamo finalmente il F.V. ed il piazzale in opera, completando la riproduzione congiungendo il modulo al resto.
Posa in opera del piazzale stazione
Piazziamo anche provvisoriamente il gruppo di 3 edifici in costruzione nel luogo che dovrà ospitarli.
Prova di posizionamento edifici
Questo è un dettaglio del piccolo parco, al quale manca ancora la recinzione ed il cancello in fotoincisione.
Dettaglio del parco
La stazione vista d’infilata dalla radice sinistra; si notano i marciapiedi e le passerelle di tipo moderno, realizzate con reggette larghe. La massicciata non è ancora stata verniciata ed invecchiata su tutti i binari.
Vista della stazione
Il lato della radice destra è invece praticamente ultimato, manca solo la recinzione tipica F.S.
Lato radice destra
Particolare dei servizi igienici, su base Simplon Model , una buona riproduzione in resina che consigliamo di acquistare in kit non verniciato. Come si nota i fabbricati sono già tutti illuminati e saranno gestiti in futuro da appositi decoder in grado di accendere le luci separatamente anche all’interno di uno stesso edificio.
Servizi igienici
Sul piano dei binari non ci siamo fatti mancare i dispositivi che si scorgono anche al vero; picchetti, cassette di derivazione e scatole di comando deviatoi, anche queste di Simplon Model, questa volta in ottimo nylon da verniciare.
Enti ferroviari e dispositivi
Attendiamo ora che gli impegni diversi ci permettano di completare questa parte del plastico con la stesura completa della massicciata, l’installazione della piattaforma girevole da 9,5 mt (al vero) e l’installazione della linea aerea.
Dopo aver messo a punto l’elettronica del plastico, argomento che sarà oggetto di apposito articolo, ci siamo potuti dedicare alla riproduzione del paesaggio. Nella costruzione di un plastico ci sono alcuni passaggi obbligati che determinano quale fase vada realizzata prima di un’altra. La fase da affrontare era la posa del ballast in stazione, operazione che non può prescindere dalla realizzazione delle banchine. Causa diversa altezza del piano stradale rispetto al p.d.f., la banchina che ospita il F.V. è un corpo unico con il piazzale ed abbiamo deciso di realizzare il tutto fuori opera con il forex.
Il piazzale
Il progetto prevedeva la realizzazione di un edificio, di un parcheggio, di un piccolo parco giochi e di una fermata Bus. Per maggior realismo abbiamo deciso di fotografare un edificio esistente e di riprodurlo al C.A.D. Il disegno ottenuto è stato successivamente passato alla fresatrice a controllo numerico per ottenere i pezzi preformati. Avendo spazio a disposizione abbiamo deciso di realizzare un piccolo giardino che ospita i tavoli del ristorante dell’edificio suddetto. Tettoia, tavoli e pannelli fotovoltaici sono auto-costruiti per ottenere i giusti spessori, mai presenti nelle produzioni commerciali, così come auto-costruiti sono bottiglia, bicchiere, posate, piatto e cibo (torta al testo tipicamente umbre ed erba campagnola ripassata in padella)
Il ristorante
Panchine, ritirata, staccionata F.S. e fogliame (Silhouette) sono commerciali, così come la recinzione del giardino (Linea Model). La balaustra del terrazzo è invece una fotoincisione casalinga. Profilo a mattoncino e tetto dell’edificio sono in Redutex .
Dettagli
Dopo aver sbirciato i superbi lavori di Noauillier su TTM, abbiamo deciso di cercare di replicare quello che sembrava più consono all’ambientazione della scena. Forati e portone in legno del retro dell’edificio sono chiaramente una ispirazione ai lavori del suddetto, i primi incisi su forex , il secondo su plasticard. La legna accatastata è coperta da un telo, la cui realizzazione non vogliamo, questa volta, svelare
Dettagli
Nella realizzazione dei particolari ci siamo lasciati un po’ prendere la mano e ci siamo auto-condannati a perseguire il livello di dettaglio ottenuto per tutto il plastico. La riproduzione delle buste dell’indifferenziato sfrutta il medesimo materiale usato per il telo.
Dettagli
Spendiamo qualche parola in più per gli alberi. Questi sono stati realizzati con il classico metodo del rame intrecciato, con l’aggiunta della saldatura, che conferisce maggiore robustezza. Tronco e rami più grandi sono stati poi fasciati con carta tipo Scottex e colla vinilica. A seconda del tipo di pianta, poi la carta e stata rivestita con segatura fine o sabbia marina fine. Dopo una verniciatura con fondo grigio i fusti sono stati colorati con acrilici. Il fogliame utilizzato è Silhouette, di grande impatto e realismo. Per contro non è facilmente applicabile ed ha un prezzo considerevole. L’effetto finale, però, premia sia la pazienza che gli sforzi economici.
Piazzale lato binari
Il perimetro del piccolo parco giochi è contornato da un muretto in forex inciso, finalmente, con incisore elettromeccanico, attrezzo dal costo irrisorio, ma di grande utilità. Tale muretto sarà corredato di apposita recinzione e cancello in fotoincisione di prossima realizzazione.
Parco giochi
Scivolo e bascula sono in plasticard. Interessante il fogliame del pino mediterraneo che imita abbastanza bene la conifera.
Parco giochi
Il forex si presta ottimamente alla realizzazione dei fondi stradali, sia nuovi che sconnessi. La verniciatura ad aerografo ci ha permesso di creare diverse tonalità in maniera armonica. La segnaletica orizzontale è stata ottenuta con mascherature realizzate con nastro Tamiya . La sporcatura finale ha reso il tutto abbastanza credibile.
Dettagli strada
E questo è l’effetto globale dell’opera, provvisoriamente piazzata in giardino in attesa della collocazione definitiva sul plastico.
Dopo la sosta forzosa imposta dalla fiera di Novegro e tutto quello che normalmente una manifestazione del genere si tira dietro, possiamo finalmente riprendere i lavori sul plastico. Gli interventi effettuati riguardano la sostituzione in stazione del deviatoio doppio inglese con un deviatoio semplice, l’installazione dei decoder e dei servo per alcuni deviatoi, al fine di testare in maniera puntuale il funzionamento del plastico in automatico con TrainController e il completamento paesaggistico della linea di parata.
Nello schema originale del piano di stazione era stato posizionato un deviatoio doppio inglese che dava accesso ad un tronchino sulla parte sinistra della stazione. Tale tronchino, troppo corto per essere realistico, deve essere eliminato per posizionare al suo posto un deviatoio semplice.
Sostituzione deviatoio
Costruiamo quindi un deviatoio con la tecnica descritta qui; lo stesso si posiziona agevolmente, visto che la geometria è essenzialmente identica; facciamo quindi tutti i test del caso.
Sostituzione deviatoio
E’ ora di digitalizzare l’impianto e si comincia dai deviatoi. Ci procuriamo decoder DCC per servo e motori elettromagnetici. Installiamo i servo nei deviatoi principali a vista e colleghiamo i motori roco elettromagnetici all’apposita scheda. In totale piazziamo 3 schede e motorizziamo 9 deviatoi. Siamo in grado, a questo punto, di testare le schede con l’automatismo implementato con TrainController. Tratteremo prossimamente l’argomento in apposito articolo.
Installazione servo
Diamo inizio al completamento scenografico della linea di parata. Il portale della galleria sul lato destro è realizzato, come al solito, in forex, mentre la parte interna è realizzata in polistirolo rivestito in gesso e scolpito.
Portale destra linea di parata
Per compensare la ripidità della scarpata che unisce il piano di stazione a quello della linea di parata, costruiamo dei muri di contenimento e delle nicchie di spinta, utilizzando forex e lastrine in resina Krea . Uniamo il portale ed il muro di contenimento con un blocco di polistirolo sagomato, sul quale incidiamo il profilo di un costone di roccia.
Muri di contenimento
Passiamo quindi alla verniciatura con aerografo utilizzando acrilici grigio chiarissimo, sabbia e marrone. Il mattonato della cornice dei muri di spinta ad arco è verniciato con pennello a secco. Le fughe sono verniciate con marrone scuro diluitissimo.
Verniciatura dei muri
La parte interna del portale è verniciata in marrone scuro e nero, sempre con aerografo. Una leggera sporcatura è applicata anche alla parte bassa del portale. Il tutto viene completato con un weathering leggero e polveri Tamyia e terre.
Verniciatura dei muri
Installiamo il manufatto in opera e realizziamo il riempimento con polistirolo sagomato. Rivestiamo le giunzioni con carta paglia e vinavil e rivestiamo il terreno così preparato con gesso.
Posa in opera
Prepariamo il fondo che accoglierà il bosco. Dopo la verniciatura del gesso con marrone chiaro, incolliamo l’erba in fibre ed un substrato di fogliame realizzato con vere foglie tritate, essiccate al forno e setacciate per ottenere le diverse dimensioni necessarie. Applichiamo poi piccoli cespugli realizzati con Teloxis verniciata in marrone su cui incolliamo fogliame Busch in spugna e Noch in foglie. Per il fissaggio del substrato, del pietrisco e della sabbia fine della scarpata e della massicciata dei binari utilizziamo Latex diluito al 40% con acqua.
Preparazione del fondo e vegetazione
Realizziamo quindi 10 alberi con filo di rame intrecciato e saldato. Sgrassiamo i fusti ottenuti con solvente nitro ed applichiamo sui tronchi e sui rami principali carta scottex incollata con colla vinilica .
Fusti alberi
Applichiamo una mano di fondo Tamyia e verniciamo i fusti ad aerografo con grigio e marrone, quindi rifiniamo con pennello a secco.
Fusti alberi
Applichiamo il fogliame Bush in spugna e Noch in foglia con colla spray. Gli alberi sono pronti per essere piantati.
Applicazione fogliame
Ed ecco il bosco parzialmente completato inserito armonicamente nella scena. Per rendere il tutto omogeneo, visto che la prima parte della linea di parata è stata realizzata da più di un anno, sostituiamo completamente la massicciata.
Bosco completato
Nel dettaglio della foto gli alberi si armonizzano ottimamente con il sottobosco. Lasciamo anche bene in vista qualche tronco per permettere di notare il dettaglio delle cortecce.
Dettaglio bosco
Qua e là qualche cespuglio secco, unitamente a qualche felce al taglio laser Noch rende l’insieme più verosimile e variegato. Nella parte bassa qualche cespuglio Polak e qualche ciuffo d’erba Model Scenes fanno bella figura.
Vegetazione
La vegetazione nei pressi del portale è di tipo a cespuglio e discendente. La tecnica di realizzazione è quella già descritta. Mancano ancora le querce, mentre qualche cespuglio di ginestra trova spazio fra il sottobosco.
Vegetazione
In attesa dei segnali e della palificazione, arricchiamo la scena con qualche dettaglio. Il canale che ospita i cavi di servizio (viola e verdi) in cemento è realizzato con profilati Evergreen. Le tabelle dei ranghi di velocità in plasticard con numeri stampati su carta. Applichiamo anche i picchetti ai lati delle rotaie esterne. Non appena avremo terminato la progettazione dei pali LS completeremo l’opera ed applicheremo, come giusto da ultima, la catenaria.
Continuiamo, anche se a rilento, i lavori sul plastico. Gli ultimi interventi effettuati sono il completamento modellistico dello scalo merci e lo spostamento della rimessa nella parte opposta della stazione. Qui documentiamo i lavori effettuati sullo scalo.
Il primo intervento da effettuare è la verniciatura di traversine e funghi, per il quale ci siamo dotati di attrezzi auto-costruiti, un rullo in ottone e spugna per la verniciatura delle traversine ed una spazzolina rotante con dosatore, una comune siringa, per i funghi.
Rullo per traversine
Spazzola per funghi rotaie
Verniciatura funghi
Dopo aver posizionato la base per l’edificio e la strada di accesso e la scarpata realizzata fuori opera (clicca qui per il tutorial), abbiamo posizionato ed incollato gli edifici.
Incollaggio magazzino
Il posizionamento richiede l’uso della livella, in quanto i moduli non spianano perfettamente, e l’edificio dello scalo necessita di spessori sotto la base per il perfetto livellamento.
Controllo livellamento
Meglio è andata con la torre dell’acqua, che ha trovato collocazione senza interventi aggiuntivi.
Incollaggio torre dell’acqua
Si prepara anche il fondo stradale del piazzale e dell’accesso allo scalo, utilizzando gesso livellato con spatola e carteggiato ad essiccazione avvenuta.
Piazzale magazzino
Abbiamo deciso di realizzare gli attraversamenti in forex, incidendo direttamente la controrotaia sul materiale. Successivamente si incolla sui pezzi sabbia marina finissima.
Attraversamenti in forex
Procediamo con i sezionamenti che serviranno alle sezioni di blocco automatico, tagliando una rotaia per binario e saldando i fili di alimentazione che collegheremo più avanti ai moduli di retroazione.
Sezionamenti rotaie
Sistemiamo i macachi nei pressi dei deviatoi e procediamo con la sistemazione del ballast della massicciata, Il pietrisco utilizzato è Woodland Scenics avana chiaro con qualche chiazza di marrone scuro. A fissaggio ultimato una lieve sporcatura con polveri.
Sul terreno applichiamo un velo di sabbia finissima, colorata con aerografo in bianco sporco.
Aggiungiamo cespugli Polak cespugli auto-costruiti, fiocchi vari, una fila di abeti e cespugli Model Scenes , ginestre auto-costruite e anche qualche felce al taglio laser Noch.
Ballast e massicciata
Posizioniamo poi un escavatore Volvo, i carri Vfcc (TTm kit), rotaie, un albero auto-ostruito, i paraurti ed un cancello FS a due battenti in fotoincisione. Ed ora alcuni dettagli….
Non sempre le ciambelle riescono con il buco… Un nostro amico ferroviere “professionista” ci ha fatto notare che una rimessa passante che non conduce da nessuna parte è perfettamente inutile. Pertanto si è deciso di spostarla dallo scalo merci.
Situazione prima dello spostamento
Abbiamo individuato il giusto spazio accanto alla radice sinistra della stazione. Eliminando il tronchino nella foto e aggiustando i livelli c’è spazio per la rimessa e per una eventuale piccola piattaforma girevole dopo di questa.
Spazio destinato alla rimessa
Pratichiamo il foro che conterrà la fossa di visita e adeguiamo i livelli eliminando una parte di rampa. La rimessa troverà posto fra il crossover e la linea secondaria.
Asola per la fossa di visita
Prendiamo le misure della “tina” e pratichiamo il foro che dovrà contenere la piattaforma.
Foro per piattaforma
Ed eccola posizionata in sede in attesa della sua piattaforma.
Rimessa nella nuova sede
Congiuntamente provvediamo a colmare il foro nella posizione in cui era prima la rimessa. Possiamo a questo punto aggiungere un’asta di manovra al nostro scalo.
Approfittando delle vacanze natalizie siamo riusciti a portare avanti il nostro plastico. Sostanzialmente l’intervento ha riguardato la realizzazione dello scalo merci, in particolare la costruzione degli edifici, in quanto la posa dei binari è avvenuta in un periodo precedente.
Il prossimo step sarà la costruzione del fabbricato viaggiatori.
Scalo merci
Lo scalo si compone di due binari di sosta e carico, il primo dei quali e collegato all’area della rimessa locomotive ed ad un binario di sosta. Lo scalo ha un piccolo magazzino autocostruito in Forex e Plasticard (stirene) per il quale esiste già un tutorial. (clicca qui per vederlo).
Scalo merci – binari
L’accesso allo scalo avviene dal 1° binario. Vista l’esiguità dello spazio disponibile sono stati posizionati due deviatoi curvi e due deviatoi dritti di medio raggio (auto-costruiti). In prossimità dello scalo troverà posto il piccolo torrino piezometrico, anche questo auto-costruito in ottone, rame, Forex e Plasticard. Per il tutorial della costruzione clicca qui.
Scalo merci – binari
La rimessa è posizionata di fianco alla stazione. Questa è ad un via passante ed ospiterà probabilmente una automotrice termica, che si darà il cambio con una gemella circolando sulla linea più alta del plastico. A fianco della rimessa un binario di ricovero. Per il tutorial sulla costruzione della rimessa clicca qui.
Niente ferie ad Agosto!! Ed allora proseguiamo i lavori sul nostro plastico. Parte di questi sono stati eseguiti prima, come la posatura dei binari e degli scambi nella stazione principale.
Binari e deviatoi stazione principale
Questa invece è la rampa di raccordo dalla stazione principale alla linea di parata a binario singolo che scorrerà a fianco del 4° binario di stazione ad un altezza dal piano di c.a. 12 cm.
rampa di raccordo stazione -linea secondaria
La linea di parata attraverserà i binari della stazione con un ponte in muratura. Qui sotto il ponte in Forex ed il portale in costruzione. La parte interna delle gallerie è stata realizzata con polistirolo e gesso inciso (clicca qui per il tutorial).
Ponte e portali
Il lavoro più impegnativo di questo mese è stato il montaggio e l’installazione dei moduli di retroazione Loconet di DCCWorld.
moduli retroazione LocoNet
In totale abbiamo installato 9 moduli che coprono ognuno quattro tratte. Prevediamo di installarne altri sei per completare il controllo del plastico.
Finalmente cominciamo a piazzare i binari della parte nascosta. In foto la sede per la parte terminale della stazione nascosta e la rampa che unisce la parte nascosta al ponte. Utilizziamo multistrato da 15 mm e da 10 mm rivestito di sughero da 4 mm.
Gli scambi saranno con comando a vista in quanto comunque nascosti. La doppia linea proveniente dal ponte qui si riduce a linea a binario unico.
Sede binari nascosti 3° modulo
La stazione nascosta ha già i binari e si collega all’elicoidale di risalita verso la stazione principale. La rampa di raccordo si sovrappone a tratti alla linea inferiore. La pendenza massima rimane comunque al di sotto al 2,5%
rampa raccordo 3° modulo
Ecco un particolare delle varie rampe nel 3° modulo. Ultimata la posa dei binari ed il sezionamento per la retroazione, si potrà ultimare il piano di stazione a vista.
rampe e curve 3° modulo
Il tracciato nascosto è ultimato. In foto la stazione nascosta con un fascio di 4 binari e la rampa di raccordo con la linea di parata. In questo modulo le curve hanno raggio minimo 560 mm. La pendenza massima è inferiore al 2,3%.
Il quarto modulo, comprensivo dell’elicoidale ha visto la luce. Per quanto riguarda la tecnica costruttiva vi rimandiamo a costruiamo un elicoidale. La struttura del plastico è finalmente ultimata, ora cominciamo la posa dei binari e fra qualche tempo potremo vedere correre i nostri modelli .
Qui Giovanni è alle prese con le regolazioni delle altezze dell’elicoidale prima del montaggio (ovviamente lui non lo sa, ma si diverte lo stesso, come appare dalla foto).
Giovanni al lavoro
DCC H0 Model Railway Layouts
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